Su Repubblica Salute si può leggere un ottimo articolo che attira l’attenzione su una migliore assistenza per gli infartuati.
“Il momento più delicato per chi ha subìto un grave infarto è il rientro a casa. La drammatica realtà riguarda il 10% dei 25mila pazienti che, sopravvissuti a un attacco cardiaco, muore nei primi 60 giorni dalle dimissioni. Il dato, è stato rivelato dagli specialisti riuniti a Roma, per il Forum interattivo di Cardiologia. Gli esperti hanno valutato la storia clinica di 100mila casi di infarto che si verificano ogni anno in Italia: la mortalità fuori dall'ospedale è in continuo aumento e l'eventualità di non farcela per la fascia generale dei pazienti sopravvissuti all'infarto si aggira attorno al 4%, mentre nel range che comprende i casi più severi oltrepassa il 10. Un incremento che secondo gli specialisti è conseguenza di una riabilitazione cardiovascolare efficace e adeguata solo per uno su dieci pazienti. "Grazie alle unità coronariche e alle reti ospedaliere italiane che assicurano livelli di assistenza omogenei, la mortalità per infarto durante il ricovero ha continuato a scendere", spiega Alessandro Boccanelli, direttore del Dipartimento Malattie dell'apparato cardiocircolatorio del San Giovanni di Roma, "ma oggi c'è la pericolosa tendenza a passare a un'assistenza organizzata secondo intensità di cura, con posti letto accomunati solo dal livello di gravità invece che dal tipo di malatti. Per questo è stato siglato un protocollo d'intesa fra l'associazione cardiologi ospedalieri e il gruppo di riabilitazione cardiovascolare, che prevede un triage dell'infarto". (g. del bello) “
Repubblica Salute: Più aiuto per gli infartuati
15 settembre 2009.
Mi permettono solo di aggiungere il mio commento critico ad una Lecture, postato oggi 15 settembre 2009, nel Forum della FAC, Federazione Argentina di Cardiologia:
Ischemic Heart Disease Forum
Argentine Federation of Cardiology - CETIFAC
__________________________________________
15 September 2009
Estimados amigos:
Me gustaría que le presten atención a los siguientes hechos:
a) No todos los antiinflamatorios no esteroides o inhibidores de COX2 se
originan de la misma forma.
b) Los pacientes renales, hipertensos y con insuficiencia cardíaca con
frecuencia también sufren gastroduodenitis.
c) Finalmente, todos los pacientes renales, hipertensos y con insuficiencia
cardíaca, DESDE el nacimiento (sic!) son positivos para el RIESGO REAL
HEREDITARIO relacionado, ¡desafortunadamente ignorado o pasado por alto por
médicos de todo el mundo!(1,2). Cada factor de riesgo ambiental puede
agravar (si el Riesgo Hereditario Real está presente), PERO NO causar
trastornos renales o cardíacos o hipertensión.
Cordialmente,
------------------------------------
Dear Friends,
I'd like you pay attentions on the following facts:
A) Not all nonsteroidal antiinflammatory drugs and COX2 inhibitors are born
equal.
B) Renal, hypertensive, and heart failure patients, are suffering often also
from gastro-duodenitis.
C) Finally, all renal, hypertensive, and heart failure patients, SINCE birth
(sic!), are positive for the related INHERITED REAL RISK, unfortunately
either overlooked or ignore by physicians all around the world! (1,2). Every
environmental risk factor can worsen (if Inherited Real Risk is present),
BUT NOT bring about, renal, and heart disorders, or hypertension.
Kind regards
Sergio Stagnaro
Italy
1) Stagnaro Sergio. Middle Ages of today's Medicine, Overlooking
Quantum-Biophysical-Semeiotic Constitutions and Related Inherited Real Risk.
http://sciphu.com November 4, 2008.
http://sciphu.com/2008/11/meadle-ages-of-todays-medicine.html
2) Stagnaro Sergio. Reale Rischio Semeiotico Biofisico. I Dispositivi
Endoarteriolari di Blocco neoformati, patologici, tipo I, sottotipo a)
oncologico, e b) aspecifico. Ediz. Travel Factory, www.travelfactory.it,
Roma, Luglio 2009.